BELLUNO - Dopo quasi sei anni dai fatti, dopo il primo processo e la sentenza di assoluzione, si torna in tribunale. È ripreso ex novo il procedimento per violenza sessuale di gruppo a carico di tre calciatori. Durante l’udienza di ieri, il collegio di giudici presieduto da Silvia Ferrari, e composto da Federico Cavalli e Chiara Sandini, ha accordato di procedere al rito abbreviato che si celebrerà a maggio. Quel giorno saranno ascoltati i due consulenti e forse anche alcuni testimoni. Il pubblico ministero in aula, Simone Marcon, ha accordato – nell’economia del processo – di acquisire la documentazione.
I fatti si svolsero nella prima periferia della città nel 2020. E più precisamente durante una festa di Ferragosto in zona Visome, a cui parteciparono diverse persone. Ma la classica grigliata di metà agosto andò un bel po’ oltre per una ragazza e tre calciatori. Secondo l'impostazione dell’accusa, i tre giovani, a quella festa, avrebbero approfittato di una ragazza ventenne che si era ritirata in una camera perché non si sentiva bene. Con almeno due di questi ragazzi, la donna aveva già avuto rapporti “d’amicizia”. Il fatto contestato è un amplesso a tre. Stando, infatti, alla denuncia della giovane anche in questo caso si parla di un codice rosso, una violenza sessuale di gruppo per la quale i tre imputati sono già stati assolti nel processo cosiddetto “uno”, che è stato annullato perché un giudice giudicante non era togato. Tre i calciatori che si trovano sotto accusa per violenza di gruppo dopo la grigliata. Accuse che hanno travolto F.D.M. di Belluno, che all’epoca dei fatti giocava come terzino sinistro nell’Eclisse Carenipievigina (Pieve di Soligo), M.V. di Belluno che era centrocampista del Nogarè (Terza categoria) e G.S.V., residente a Verona e che giocava con l’As Cittadella.






