Il ricordo di Marina Garbesi, la valorosa collega di “Repubblica” che ci lasciò cinque anni fa, il 4 aprile del 2021, si intreccia da allora con il tema della disabilità e con l’urgenza di un’informazione rispettosa della persona che soffre e di quelli che, vivendole accanto, ne condividono i bisogni, le cure, le ansie. Fu questa spinta a far varare all’epoca un premio giornalistico, voluto da Ludovico Bellu, il giovane uomo autistico che di Marina era figlio, e sostenuto dal Comune di Imola, la città della madre, e dalla sua Associazione Impresa e Professioni. All'obiettivo di usare sensibilità e linguaggi appropriati verso i diritti dei più fragili si unì da subito il dibattito sulle esperienze di chi, dalle famiglie alle associazioni, viveva tutto questo come impegno quotidiano. In estrema sintesi e forte passione, chi possa e debba fare la sua parte accanto a chi soffre. E quale sia questa parte, in una società che veda, ascolti e non volga altrove i propri sguardi.

Ci si ritroverà così venerdì 10 aprile alle 17, nella bella Biblioteca comunale di Imola, per la cerimonia di consegna dei premi della quarta edizione, in una giornata segnata anche dal ricordo di Stefania Delendati, che fu vincitrice lo scorso anno ed è scomparsa nel gennaio scorso, a 49 anni. Giovanni De Plato per il giornalismo e Rina Jost per il graphic novel sono gli odierni premiati. Psichiatra e scrittore il primo, fumettista la seconda, sono stati loro riconosciuti la comune volontà ed impegno a combattere gli stereotipi e i pregiudizi intorno alla disabilità. Nel lavoro di De Plato si smonta il connubio tra arte e follia secondo cui l’artista geniale è sempre un po’ “matto” (da Van Gogh ad altre vite ed opere).