BOLOGNA – Daniela Gaiani non può essere ancora sepolta. A quasi cinque anni dalla sua morte – avvenuta il 5 settembre 2021: la donna fu trovata impiccata a letto nella sua casa di Castello d’Argile – la Corte d’Assise di Bologna non ha concesso il nulla osta, a fronte della richiesta di aggiornamenti da parte dei servizi cimiteriali del Comune. Il corpo di Daniela Gaiani dunque resta custodito nell’obitorio comunale. Intanto si sta svolgendo il processo che vede il marito, Leonardo Magri, imputato per femminicidio.

Il presidente della Corte Fabio Cosentino ha motivato il 'no' ritenendo che al momento permangono le esigenze probatorie che inducono a mantenere il diniego della sepoltura, quantomeno fino a che non si procederà all'esame dei consulenti tecnici medico-legali, previsto nelle prossime udienze. La Procura, con il pm Giampiero Nascimbeni, aveva dato parere favorevole al rilascio del nulla osta, così come la difesa dell'imputato, mentre le parti civili, ovvero i parenti di Gaiani e l’associazione La caramella buona, si erano espressi in senso contrario.

Processo Daniela Gaiani, il marito si discolpa: “Ero fuori quella notte”

di Giuseppe Baldessarro

Dagli accertamenti integrativi tecnici svolti dai consulenti della Procura sul telefono di Gaiani emergerebbe che questo venne spento manualmente, con operazione richiesta dall'utente, alle 23.36 del 4 settembre, in un momento in cui il marito era ancora fuori di casa: non sarebbe rientrato prima delle 2.40.