Niente urinocoltura: per scovare la presenza di batteri nelle urine e trovare l’antibiotico più adatto a trattare l’infezione potrebbero bastare appena sei ore. Così promette la tecnologia sviluppata da alcuni ricercatori britannici che potrebbe scongiurare complicazioni e aiutare a contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Se ne parla sulle pagine della rivista Journal of Antimicrobial Chemotherapy.

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Urinocolture e antibiogramma

Il team britannico da tempo lavora al progetto di un sistema per ottimizzare le analisi delle urine. Nello specifico il focus delle loro ricerche è lo sviluppo di una tecnologia che possa sostituire le tradizionali urinocolture: in questi casi la presenza di un’infezione viene accertata coltivando i campioni di urina in laboratorio. Mentre per capire quale antibiotico è il più indicato ad ostacolare la crescita dei batteri viene eseguito un antibiogramma (di fatto si aggiungono diversi antibiotici, e quello più indicato al trattamento è quello che impedisce la crescita dei batteri). La procedura può essere velocizzata, ma difficilmente prende meno di un paio di giorni, spiegano gli autori. Al contrario il sistema da loro ideato per individuare la sensibilità a un antibiotico può farlo in poche ore.