REGGIO CALABRIA – C'è una macchina, nel nuovo laboratorio appena inaugurato all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, che sa riconoscere la liquirizia calabrese autentica senza che nessun essere umano la assaggi. È uno degli strumenti del Focuss Lab — Food Chemistry Authentication, Safety and Sensoromic Laboratory, il laboratorio di chimica degli alimenti che l'ateneo reggino ha presentato nelle scorse settimane con una cerimonia di inaugurazione. Il laboratorio è diretto da Mariateresa Russo, prorettrice delegata per i Grandi progetti di ateneo e le infrastrutture di ricerca, e nasce da una sfida tanto scientifica quanto logistica: prendere strumentazioni d'eccellenza, ciascuna sviluppata per uno scopo specifico, e farle dialogare in un'unica piattaforma integrata. “Queste macchine sono sviluppate singolarmente», spiega Russo. “Metterle insieme è stata la sfida“. Una sfida raccolta con il supporto di Shimadzu, azienda con 150 anni di storia nel settore della strumentazione scientifica.

Dalla tabella nutrizionale al singolo metabolita

La missione del Focuss Lab è la caratterizzazione degli alimenti “a 360 gradi“, come la definiscono i ricercatori che ci lavorano. Non si tratta solo di compilare un'etichetta nutrizionale — anche se quella è la base di partenza. Il lavoro inizia con strumentazioni classiche per determinare macrocomposizione: fibre (tramite FibreTec), grassi (con il metodo Soxhlet), proteine (con il Kjeldahl). Ma si spinge ben oltre.