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1 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 15:52

Una nuovo naufragio nel Canale di Sicilia. Diciannove migranti sono morti dopo essere rimasti intrappolati su un barcone soccorso dalla Guardia costiera a circa 85 miglia da Lampedusa, in area Sar libica. Il bilancio, inizialmente di 18 vittime, è salito durante le operazioni di trasferimento verso l’isola, quando altri naufraghi – tra cui diverse donne – hanno perso la vita per le condizioni estreme. I soccorritori, intervenuti intorno alle 3 della notte, si sono trovata davanti all’imbarcazione su c’erano già numerosi cadaveri. I migranti superstiti e i corpi sono stati trasbordati sulle motovedette e trasportati verso Lampedusa in un viaggio disperato, durato ore, mentre il mare peggiorava e le temperature restavano rigide.

Al loro arrivo, poco dopo le 13 a molo Favarolo, è iniziato lo sbarco delle salme, destinate alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana. I sopravvissuti, 58 in totale, sono stati fatti scendere e sottoposti a un primo triage sanitario direttamente in banchina, prima del trasferimento all’hotspot di contrada Imbriacola. Tra i migranti soccorsi, sette hanno avuto bisogno di cure mediche immediate. Cinque di loro – quattro uomini e una donna, tutti tra i 25 e i 30 anni – sono in condizioni critiche: presentano gravi sintomi di ipotermia e intossicazione da idrocarburi, probabilmente dovuta ai fumi del carburante inalati durante la traversata. Con loro anche due bambini, uno di circa un anno: i piccoli sono infreddoliti ma non in pericolo di vita. I casi più gravi sono stati trasferiti al Poliambulatorio di Lampedusa e non si esclude un eventuale trasferimento con elisoccorso del 118 non appena le condizioni lo consentiranno.