Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 18:36
Nove migranti migranti sono morti in un naufragio. Sette, secondo quanto riferito dai sopravvissuti soccorsi venerdì 3 ottobre da Sos Humanity nel Canale di Sicilia, sono deceduti in mare, mentre due persone sono morte a bordo dell’imbarcazione che li aveva tratti in salvo.
Dopo che le autorità italiane avevano inizialmente assegnato il porto di Bari, la nave umanitaria si sta ora dirigendo a Porto Empedocle per far sbarcare i 34 sopravvissuti. “L’assegnazione di un porto lontano non solo era una violazione del diritto marittimo, ma anche disumana”, ha denunciato la Humanity sui social.
Il gommone soccorso dalla Ong si trovava nella zona di soccorso maltese, a sud-est di Lampedusa. A bordo c’erano oltre 40 persone in navigazione da almeno 4 giorni senza mezzi di soccorso e senza provviste sufficienti. Quando la Humanity 1 ha trovato l’imbarcazione, le onde erano alte fino a tre metri con venti molto forti tanto da rendere difficili le operazioni di soccorso. Le condizioni dei naufraghi sopravvissuti erano pessime: alcuni erano incoscienti e molti riuscivano a malapena a stare in piedi. Tutti erano disidratati e in ipotermia. Due, una mamma con un bambini, hanno anche riportato gravi ustioni causate dalla miscela di benzina e acqua salata.







