FOLLINA (TREVISO) - «Mio padre è stato lasciato solo 12 ore in ospedale senza che noi familiari sapessimo nulla». A denunciare l'episodio è Franco Dal Vecchio, figlio di Mario, ospite della casa di riposo di Follina che lo scorso 28 marzo era stato portato in ospedale dopo aver lamentato dei dolori legati a un'ernia inguinale.
Dopo una prima telefonata alla guardia medica, considerando le condizioni dell'anziano, è stato necessario trasportarlo al pronto soccorso di Conegliano dove ha passato l'intera notte. «Domenica 29 marzo - racconta il figlio Franco -, intorno alle ore 11, sono stato chiamato dall'ospedale che ha cercato di mettersi in contatto con un famigliare di mio padre perché, dalla sera prima, nessuno si era presentato al suo capezzale.Quando ho saputo che mio padre era rimasto da solo per 12 ore senza che nessuno mi avesse avvisato, mi sono preoccupato molto e, terminata la chiamata, mi sono recato immediatamente in ospedale». Tutto solo «Mio padre era spaesato e mi ha chiesto perché lo avessimo lasciato solo tutto quel tempo - conclude -. Per non farlo preoccupare, io sono rimasto tranquillo e non sono andato nello specifico della questione. Fortunatamente è stato dimesso, ma resta lo sconcerto per il mancato avviso da parte della casa di riposo. Mio padre è una persona forte ed è riuscito a superare tutto. Altre persone anziane, nella stessa situazione, avrebbero potuto avere una reazione differente e questo mi ha fatto arrabbiare».L'incontro Lunedì mattina Franco Dal Vecchio ha incontrato la direttrice della casa di riposo di Follina alla quale ha fatto presente il suo disappunto per quanto accaduto. La direttrice, secondo quanto raccontato dallo stesso Dal Vecchio, si è scusata a nome della struttura sottolineando che un caso isolato non può minare il lavoro e la dedizione di tutto il personale della casa di riposo che ogni giorno, con cura e professionalità, si occupa degli anziani ospiti. «Non vorrei che si pensasse che ho reso pubblica questa storia solo per parlare del mio caso - ha precisato Dal Vecchio -. Ho voluto segnalare quello che è accaduto a mio padre perché anche altre famiglie potrebbero trovarsi nella mia stessa condizione. Dobbiamo capire che gli anziani sono fragili e sensibili e potrebbero soffrire molto nel sentirsi da soli, quasi abbandonati, in momenti come quelli che ha vissuto mio padre».«Stiamo parlando di una mancanza tremenda - aggiunge - perché fa parte del protocollo di ogni casa di riposo avvisare le famiglie in queste situazioni. Una dimenticanza di questo tipo, purtroppo, può portare a conseguenze molto gravi. Riconosco che la direttrice della casa di riposo si è scusata per quello che è successo, ma non auguro a nessuno di prendere uno spavento simile. Invito l'amministrazione comunale di Follina a vigilare sui servizi che vengono erogati dalla casa di riposo».Il Comune «La mancata comunicazione ai familiari - si legge in una nota del Comune di Follina - non è imputabile al Comune, bensì alla cooperativa affidataria del servizio, alla quale compete la gestione operativa e le relative comunicazioni. Si sottolinea pertanto che il Comune di Follina non ha alcuna responsabilità diretta in merito a tale omissione. L'attività di vigilanza da parte dell'ente, come previsto dal contratto di concessione, non può configurarsi come controllo quotidiano sulle singole operazioni, ma viene esercitata periodicamente secondo le modalità stabilite».«Tali modalità - conclude - sono del tutto ordinarie nell'ambito dei rapporti regolati da contratti di concessione, nei quali l'ente affidante non ha alcun obbligo di vigilanza costante sull'attività del soggetto gestore. Il Comune resta comunque disponibile ad approfondire quanto accaduto nelle sedi opportune».







