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Da fiore all'occhiello a obiettivo delle toghe: l'urbanistica è ancora un guaio per Sala
Racconta Gabriele Albertini che a lui piuttosto giovane, quel diavolo d'un Giulio Andreotti rivelò che il vero segreto per la longevità di un politico di successo è "sedare le invidie". Un segreto che l'ex sindaco di Milano non ha probabilmente rivelato ai suoi successori, dopo aver costruito i futuristici quartieri di CityLife con le torri delle archistar, Porta Nuova e il Bosco verticale di Stefano Boeri, la Bicocca, ristrutturato la Scala, il maggior numero di chilometri di metropolitana, depuratori e inceneritori. Una "città che sale", mantenendo fede alla profezia futurista di Umberto Boccioni, rapidamente transitata dallo sfregio sanguinoso (anche letteralmente) di Tangentopoli, all'Expo universale 2015: conquistata, ma soprattutto realizzata con una maestria che pochi avrebbero riconosciuto all'Italia, più che a Milano. Da lì un'onda lunga di successo che l'ha portata sulle copertine patinate di tutto il mondo, facendone un place to be e la meta ideale per un numero esponenzialmente crescente di turisti stranieri e italiani che ormai si vedono arrivare anche a Ferragosto per far vacanza in città. Una continua ascesa che ha visto vendere il palazzo in via Montenapoleone noto perché ospita la pasticceria Cova, per 1,3 miliardi di euro: una cifra che dice molto di più se scomposta in 110mila euro al metro quadrato. Abbastanza per aspirare a prendere e a trasformare in un successo mondiale anche un'Olimpiade invernale, nonostante l'altitudine di Milano sia 122 metri sul livello del mare.






