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Luigi Salomone 01 aprile 2026
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La Lazio ha trovato un leader del centrocampo: Kenneth Taylor. Compirà 24 anni il prossimo 16 maggio, è arrivato solo tre mesi fa ma ha avuto un impatto straordinario col campionato italiano. L’olandese volante ha stregato subito Sarri tanto da convincere a schierarlo l’11 gennaio a Verona dopo essere arrivato appena tre giorni prima a Formello. Pure un tecnico integralista, nonostante la scarsa conoscenza dell’inderogabile spartito sarriano lo ha gettato subito nella mischia ed è stato ripagato da prestazioni convincenti, gol e giocate di qualità che hanno impreziosito un reparto orfano di Guendouzi. I numeri sono da giocatore di livello internazionale, 11 presenze in campionato (965 minuti complessivi, otto partite chiuse senza essere sostituito) condite da tre gol tutti fondamentali per il risultato finale. A queste partite vanno aggiunte le due in Coppa Italia, la prima col rigore decisivo per la qualificazione alla semifinale realizzato con freddezza al Dall’Ara, uno stadio che gli porta fortuna vista anche la doppietta segnata prima della sosta a Bologna. L’impatto nel gioco della squadra è paragonabile a quello di Malen nella Roma e adesso Sarri si può godere un elemento diventato fondamentale nel suo scacchiere tattico. In queste ultime partite cercherà di trovare un posto ai Mondiali con la sua Olanda dove ha già all’attivo cinque presenze nella nazionale maggiore dopo un lunga trafila nelle giovanili. È stato pagato solo 17 milioni dall’Ajax e, in pochi mesi, il suo valore è aumentato tanto che dalla Premier sono arrivati i primi segnali di interesse col prezzo lievitato oltre i trenta milioni. Ora a Taylor non resta che regalare ai tifosi la finale di coppa per entrare definitivamente nei cuori della gente laziale.







