Condividi:
a a a
Crescita, consapevolezza e un equilibrio ritrovato. La stagione di Nuno Tavares sta vivendo una seconda vita, dopo mesi complicati in cui il suo futuro alla Lazio sembrava tutt’altro che certo. Oggi, invece, il terzino portoghese è tornato ad avere un ruolo centrale nelle rotazioni di Maurizio Sarri, dentro un percorso di crescita che passa anche dalle sue parole e dalla sua storia personale. Intervistato dai canali ufficiali della Serie A, Tavares ha raccontato un lato meno conosciuto di sé, partendo dalle origini: «Sono figlio di capoverdiani, ma sono nato in Portogallo. Amavo giocare a calcio da bambino e nulla è cambiato». Un percorso accompagnato anche dalla musica, altra grande passione: «Il mio amore per il calcio e per la musica è sullo stesso livello. A 15 anni ho dovuto scegliere tra calcio e violoncello, è stata una decisione difficile». Dietro il campo, però, c’è anche una crescita più profonda. Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato nel rapporto con Sarri: il tecnico, venuto a conoscenza di un’infanzia non semplice del giocatore, ha iniziato a coinvolgerlo maggiormente, sia sul piano umano che all’interno del gruppo. Un passaggio silenzioso ma decisivo, che ha contribuito a rafforzare la fiducia e a migliorare l’integrazione nello spogliatoio. Anche i compagni hanno fatto la loro parte, accompagnando Tavares in un percorso di maturazione che oggi si riflette in campo. Lo stesso portoghese ha evidenziato i progressi, soprattutto dal punto di vista tattico: «In questa stagione non si stanno vedendo molto le mie azioni offensive perché siamo più attenti a livello tattico. È un modo per migliorare come squadra».






