Arrigo Sacchi, l'uomo che cambiò per sempre il calcio, senza peraltro venirne ricambiato, compie oggi 80 anni.
Una visione messianica del calcio, quella di Sacchi, inteso come forza di rinnovamento. Ideologica, si potrebbe anche definire. Nella quale la ricerca del bel gioco viene innanzi tutto, addirittura della vittoria stessa, che del primo deve essere logica conseguenza e non unico scopo. France Football lo ha definito "l'allenatore italiano più importante di sempre", e probabilmente è persino riduttivo, vista la consapevolezza di molti allenatori moderni che esista un calcio prima di lui e uno dopo.
Arrigo Sacchi
In ogni caso, questo era (e non é mai cambiato) il suo credo: così intendeva il mestiere di tecnico, non importa che fosse di club o della nazionale, che ha guidato per cinque anni, dal 1992 al 1996. "In Italia nessuno ha mai chiesto lo spettacolo, e quindi non c'è. Abbiamo quello che la gente vuole. Contano solo i risultati" é una delle frasi con le quali spiegava, dal suo punto di vista, il perché di tante partite senz'anima né emozioni. Ma non era il suo modo di vivere il calcio, "la cosa più importante tra le cose meno importanti".
Arrigo Sacchi











