Una donna di 43 anni, caposala dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, residente nel capoluogo pontino, è stata condannata a dieci anni di carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minore e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo l’accusa, la donna avrebbe drogato il figlio minorenne e abusato di lui, filmando gli episodi e inviando i video all’amante. La vicenda è stata scoperta grazie alla denuncia del padre.

Gli abusi sarebbero durati settimane tra febbraio e marzo del 2025. I due amanti si sono conosciuti nel gennaio del 2025. Tra di loro scatta qualcosa di perverso. Lei, più volte, narcotizza il figlio, lo stende sul letto, accende la telecamera del cellulare e ne abusa riprendendosi. Poi invia i video all’amante. L’uomo non ha mai toccato il 14enne, ma ha sempre voluto ricevere le immagini degli abusi. A giugno del 2025 vengono entrambi arrestati. Ieri la sentenza che ha chiuso questa orribile storia.

La scoperta è avvenuta per caso lo scorsa primavera. I colleghi della donna la notano strana nei comportamenti, distratta, con dei lividi sulle braccia. Dopo la separazione aveva iniziato una relazione. Pensando che il nuovo compagno la maltratti ne parlano con l’ex marito. Il quale, preoccupato per il figlio, presenta una denuncia. Il telefono dell’imprenditore viene sequestrato. Così avviene la terribile scoperta. Oltre alle immagini pornografiche di adolescenti sconosciuti, ci sono i video con il figlio quattordicenne. I giudici hanno parlato di un quadro gravissimo, segnato da crudeltà, manipolazione e totale assenza di protezione nei confronti del minore.