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Ultimo aggiornamento: 8:00

Dopo le proteste furibonde dei sindaci, le richieste per il Conto termico 3.0 riapriranno “verosimilmente il 13 aprile”. L’annuncio è di Vinicio Vigilante, amministratore delegato del Gse (Gestore dei servizi energetici). Parliamo dell’incentivo green per finanziare impianti di energia rinnovabile e opere di efficientamento: come pannelli fotovoltaici, pompe di calore, caldaie ecologiche, infissi nuovi, cappotti termici. Lo scopo è ridurre i consumi energetici e risparmiare soldi delle bollette di luce e gas: un obiettivo quanto mai urgente con la guerra in Iran e i rischi per gli approvvigionamenti petroliferi. Ma a parte la data prevista per la riapertura delle richieste, neppure certa, sul Conto termico 3.0 è buio fitto. Le domande già inoltrate al Gse sono state prese in esame? Quante sono quelle bocciate e quelle promosse? Ci saranno altri fondi disponibili? Sono solo alcune delle domande poste da primi cittadini e pubblici amministratori. Qualcuno ha chiesto lumi ai tecnici del Gse: nessuno sa come verrà gestita la riapertura delle pratiche e se il budget sarà incrementato. La certezza è un’altra, secondo il vicepresidente di Assistal Angelo Carlini: “Il Conto Termico 3.0 rappresenta uno strumento imprescindibile per sostenere la transizione energetica del Paese e per garantire continuità agli investimenti in efficienza energetica”. Carlini lo ha dichiarato poco prima che il Gse annunciasse la riapertura dell’incentivo, il 26 marzo. Intanto, i sindaci restano con il cerino mano con il rischio di bruciarsi. Ad esempio Matteo Zennaro in quel di Longare, paesino veneto da 3 mila anime: ha acceso un mutuo da un milione di euro, confidando nell’incentivo promesso e ora in bilico.