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Ultimo aggiornamento: 7:59
Lo scenario peggiore è quello in cui l’Unione Europea ci chiede indietro i soldi del Pnrr. Il rischio di non raggiungere i target europei del Piano è proprio questo, dover restituire il contributo a fondo perduto che sarebbe dovuto servire per ricostruire la nostra sanità pubblica, affaticata da anni di definanziamento. La seconda possibilità, comunque poco augurabile, è che l’Italia riesca a centrare i target, ma solo grazie ai risultati raggiunti da alcune Regioni. Un esito che certificherebbe, aggravandole, le profonde disuguaglianze territoriali che già spaccano il Paese. In ogni caso, il rischio maggiore è quello di sprecare una grande opportunità per il Servizio sanitario nazionale: incassare le rate del Pnrr senza produrre alcun beneficio concreto per i cittadini. E analizzando lo stato di avanzamento della riforma dell’assistenza territoriale, pilastro della Missione salute del Pnrr, sembra un rischio sempre più concreto: su 1715 Case della Comunità previste solo 66 (3,9%) risultano pienamente operative, mentre 649 non hanno ancora alcun servizio attivo. Per gli Ospedali di comunità, il quadro non migliora: solo 163 strutture su 594 hanno almeno un servizio attivo, ma nessuna è completamente in funzione.






