Nonostante le difficoltà sui mercati esteri e i consumi in calo resta elevato l’appeal del vino di qualità. E non solo tra i wine lovers ma anche tra gli investitori soprattutto se nel mirino finiscono aziende con un marchio riconoscibile sui mercati. Angelini Wine & Estates, braccio vinicolo del gruppo farmaceutico Angelini è in dirittura d’arrivo per il controllo della cantina umbra Arnaldo Caprai (si parla di una cifra compresa tra i 10 e i 15 milioni), etichetta leader del Sagrantino di Montefalco, vitigno autoctono dimenticato e rilanciato su intuizione Arnaldo Caprai ma poi portato alla notorietà internazionale dal lavoro del figlio Marco.
La vera ripartenza per Angelini?
La notizia è importante perché segna la vera e propria ripartenza di Angelini Wine & Estates, un player che ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo di primo piano nel mondo del vino made in Italy.
Angelini detiene, infatti, un vero e proprio “collier” di cantine di grande pregio: da Bertani (Valpolicella) a Val di Suga (Montalcino), da San Leonino (Chianti) a Puiatti (Friuli) fino a Fazi Battaglia. Aziende acquisite nel tempo e che furono in un primo momento riorganizzate e messe in rete da un manager vinicolo di lungo corso quale Emilio Pedron.







