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31 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:24

“Da questo governo Meloni ci sono state tante ingiustizie rispetto a Giulio, speriamo smetta. La proroga del Memorandum d’intesa tra il ministero della Difesa italiano e quello egiziano? Una nuova ferita. Ci vorrebbe coerenza, non vendere armi al Cairo o formare la loro polizia“. Dal Senato è l’avvocata della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, a rispondere al Fattoquotidiano.it, rispetto all’ultimo atto della normalizzazione tra Roma e il Cairo: un disegno di legge approvato pochi giorni fa in Consiglio dei ministri, nel silenzio o quasi di media e politica

“Il Memorandum viene prorogato sino alla conclusione di un nuovo Accordo tra le Parti sulla cooperazione nei medesimi settori della difesa. Il prolungamento della cooperazione rappresenta una leva decisiva per valorizzare appieno le potenzialità di una relazione che già oggi poggia su basi politiche e militari solide e condivise“, si legge nella nota stringata di Palazzo Chigi. Un provvedimento che si aggiunge al rinnovo della cooperazione con l’Accademia di polizia del Cairo, sancito a fine gennaio nella Capitale, nella cornice della seconda fase di Itepa2, come progetto di cooperazione per la formazione delle forze di sicurezza di 22 Paesi africani. E al discusso vertice del Viminale di pochi giorni prima, con tanto di onori e complimenti, tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’omologo egiziano Mahmoud Tawfik, omaggiato con tanto di photo opportunity e comunicato in cui si rivendicava il “dialogo strategico tra i due Paesi in una visione condivisa di stabilità, sicurezza e responsabilità nel Mediterraneo”.