Quando ero ragazzina e vivevo a Corleone, andare al cinema significava fare un percorso diverso dagli altri. L’ingresso principale aveva i gradini, quindi io dovevo allungare la strada ed entrare da un accesso secondario. Negli anni ’90 mi sembrava normale. Non mi facevo domande. Oggi so che non deve essere così, ancora di più se accade in un ospedale. Invece, a Palermo da mesi questo succede a chi ha una disabilità motoria e deve accedere all’ambulatorio di pneumologia dell’UOSD di neurofisiopatologia - ambulatorio malattie neuromuscolari del Policlinico universitario “Paolo Giaccone”.
A segnalarmelo sono stati diversi pazienti che frequentano periodicamente quell’ambulatorio. C’è Silvia, che vi si reca ogni sei mesi per i controlli, e mi racconta che a metà marzo l’elevatore per accedere al piano dell’ambulatorio era guasto. Ma non era una novità. Lo stesso problema c’era stato già alla visita precedente, a novembre. In quell’occasione non aveva fatto una segnalazione formale perché le era stato detto che il problema sarebbe stato risolto a breve. Tornata, nei giorni scorsi, però, la situazione era la stessa. Così, per fare la sua visita ha dovuto utilizzare un percorso alternativo esterno che presenta diverse difficoltà: la strada è in pendenza, il fondo è irregolare ricoperto di terriccio e rami. Quando piove, percorrere questo tratto diventa ancora più difficoltoso, con conseguenze anche pratiche, come lo sporco portato dalle ruote delle carrozzine all’interno dell’ambulatorio e, poi, anche in auto e a casa.







