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Ultimo aggiornamento: 17:51
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L’associazione degli internet provider italiani (Aiip) ha chiesto al governo l’apertura di un Tavolo di crisi, “con la massima urgenza” “possibilmente entro sette giorni”, per garantire la continuità delle infrastrutture digitali da cui dipendono i servizi essenziali. Sull’onda della guerra in Iran e della difficoltà di approvvigionamento di gas e petrolio, non si escludono razionamenti energetici. Ma i “nodi” strategici non si possono spegnere – scrive l’associazione – altrimenti verrebbero meno i servizi per la salute, la sicurezza, l’istruzione, la pubblica amministrazione, i pagamenti on line. “L’Italia non può permettersi di affrontare eventuali misure emergenziali senza una preventiva mappatura delle infrastrutture digitali da salvaguardare”, avvisano i provider nel comunicato dall’associazione. Del resto, secondo il vice presidente Aiip Giovanni Zorzoni, “è molto probabile che si possa arrivare a misure straordinarie, fino al razionamento“, perché “con la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz vengono a mancare dal mercato globale oltre 12 milioni di barili al giorno: una botta enorme che si scarica subito su prezzi, carburanti, logistica e industria”. Bisogna fare presto, “prima che l’eventuale aggravarsi dello scenario imponga decisioni assunte in condizioni già compromesse”.









