Diecimila euro per costituire la società e circa 40mila per allestire la “Bisteccheria d’Italia”. Il tutto al netto del canone d’affitto, delle materie prime, delle spese per il personale, nonché di viveri e bevande. Sono questi i costi legati alla gestione del ristorante riconducibile all’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.

Fatture, documenti e ricevute sono ora al vaglio della Guardia di Finanza, su delega della Procura di Roma. Sul caso indagano i magistrati dell’Antimafia, che ipotizzano come nel ristorante potessero essere riciclati fondi riconducibili al clan Senese, una delle organizzazioni mafiose più potenti d’Italia.

Nel registro degli indagati figurano, al momento, Mauro Caroccia – ritenuto storico riciclatore per conto del clan – e la figlia diciottenne, Miriam Caroccia.

Storia del ristorante di Delmastro nel locale che fu chiuso per mafia

di Andrea Ossino