Piovono esoneri e anche sterline.
Quasi 50 milioni per la precisione, quelle spese per i tanti tecnici finora licenziati in Premier League: Igor Tudor è l'ultimo della lista di allenatori che hanno ricevuto il benservito in corsa, e anche per il Tottenham che annaspa nella parti basse dalla classifica il cambio di panchina (è atteso l'italiano Roberto De Zerbi con contratto pluriennale a cifre consistenti) si è reso necessario nella speranza di scongiurare una clamorosa retrocessione.
Una risoluzione consensuale quella dell'ex Juve, ma i cambi degli allenatori stanno pesando sui bilanci delle società: a stimare le cifre sborsate dalle società inglesi per le buonuscite o gli accordi messi a punto ci ha pensato il quotidiano britannico Telegraph che parla di 47 milioni di sterline (54 in euro). A due mesi dalla fine del campionato la somma supera quella della passata stagione, 43 milioni per i sette cambi totali.
Nei costi che i club affrontano c'è anche quello legato alle clausole da pagare per svincolare i tecnici ancora contrattualizzati con altre squadre: il Manchester United per ingaggiare Ruben Amorim ha dovuto versare 11 milioni di sterline allo Sporting per liberare l'allenatore portoghese, che poi i Red Davils hanno licenziato lo scorso gennaio pagando una buonuscita di 16 milioni. Insomma Amorim ha pesato sulle casse della squadra di Manchester per oltre 30 milioni di euro. Per il Telegraph però il calcio inglese "ha sviluppato un rapporto incredibilmente disinvolto con i propri fallimenti: non li nega, li capitalizza".










