La Formula 1 si ferma oltre un mese per la cancellazione dei GP del Bahrain e Arabia Saudita a causa del conflitto in Medio Oriente e potrebbe non essere un male, se Federazione internazionale, costruttori, team e piloti ne approfitteranno per chiarire alcune perplessità suscitate dalle prime tre gare.

In particolare, sta sollevando interrogativi sulla sicurezza delle nuove monoposto la dinamica dell'incidente accaduto a Oliver Bearman a Suzuka.

Il britannico della Haas viaggiava verso la curva Spoon a 307 km/h, quando è stato costretto a sterzare bruscamente per evitare l'Alpine di Franco Colapinto, che procedeva 50 Km/h più lenta. Solo la via di fuga ha permesso a Bearman di limitare i danni dello schianto contro le barriere, avvenuto con una decelerazione di 50G. A causare la forte differenza di velocità il modo in cui le power unit gestiscono il recupero dell'energia elettrica. Il fenomeno, noto come "super-clipping", porta i motori a rallentare improvvisamente l'auto per ricaricare le batterie, anche se il pilota mantiene schiacciato a fondo l'acceleratore. Carlos Sainz é stato uno dei primi a chiedersi cosa sarebbe successo su circuiti ad alta velocità come Baku, Singapore o Las Vegas, dove la pista é delimitata da muri a pochi metri di distanza.