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In merito ai controlli del Fisco, i giudici hanno vietato la tassazione automatica, affermando che spetta a chi verifica dimostrare che il bonifico non è reddito tassabile
Capita spesso di avere la necessità di effettuare dei passaggi di denaro fra parenti, usufruendo magari di bonifico. Un'operazione che desta sempre un po' di preoccupazione, perché si teme che certi movimenti di denaro possano attirare l'attenzione del Fisco. A tal proposito, arriva un interessante pronunciamento della Cassazione.
Nell'ordinanza n. 2211 del 3 febbraio 2026 i giudici hanno esaminato il caso di un contribuente. Il Fisco aveva avviato degli accertamenti relativi ad alcuni movimenti bancari avvenuti negli anni 2013 e 2014. Ad essere attenzionati ben nove conti correnti. Il contribuente aveva dichiarato che quei movimenti erano dovuti a scambi tra familiari. Si trattava di operazioni bancarie di nessuna rilevanza fiscale, come bonifici tra padre e figlio o trasferimenti di denaro tra conti correnti appartenenti a una stessa persona. Agenzia delle Entrate aveva tuttavia voluto approfondire le indagini, trovando non giustificate le movimentazioni di denaro, considerate invece come redditi imponibili. Da qui l'avvio delle procedure di recupero e il successivo contenzioso. I giudici tributari, pronunciandosi in appello, avevano avallato in parte l'operato del Fisco, bollando le spiegazioni fornite dal contribuente come "mere asserzioni". In tutto ciò, però, non era state correttamente esaminate le singole operazioni contestate.







