I tre deputati vannacciani alla Camera, Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo, votano no al decreto bollette e non danno neanche la fiducia al governo Meloni, a differenza di quanto fatto con il decreto sulle forniture di armi all'Ucraina.
Lo scorso 11 febbraio, infatti, i tre legati a Roberto Vannacci avevano bocciato il provvedimento al decreto votando però a favore la fiducia chiesta del governo. Era stato il primo passaggio parlamentare per gli aderenti a Futuro nazionale, il nuovo partito dell’ex generale. La possibilità di scindere il voto è prevista a Montecitorio ma non al Senato. In aula alla Camera, oggi, dopo le dichiarazioni di voto sulla fiducia al dl Bollette, dal primo pomeriggio è prevista la prima chiama.
Questa mattina, il generale Roberto Vannacci, nel corso di una conferenza stampa aveva anticipato e spiegato che sul voto di fiducia c'era una riflessione in corso: "La fiducia è un sentimento reciproco. Quindi vedremo se potremo corrispondere o meno questa fiducia oppure no". Aggiungendo: “Sul decreto oggi Futuro nazionale dà il suo segnale forte per un provvedimento che non raggiunge gli obiettivi”.
Intanto, la spilletta di Futuro nazionale viene indossata da oggi anche da Gianni Alemanno, che ha deciso di far confluire il suo movimento Indipendenza dentro al partito dell'ex capo dei parà. "L'ha ricevuta oggi simbolicamente, ma appena sarà possibile farlo fisicamente, la riceverà di persona. A lui va la mia stretta di mano, va il ringraziamento e per quanto non fosse presente qua con noi da un punto di vista reale, lo era invece col cuore, lo era con la passione e lo era col pensiero. Grazie a Gianno Alemanno". Seduto negli uffici della componente vannacciana della Camera, l’ex generale, con alle spalle il simbolo di Fnv, ha al suo fianco il braccio destro, Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale e portavoce del 'mondo al contrario', e due degli uomini del movimento dell'ex sindaco di Roma, detenuto a Rebibbia per aver violato gli arresti domicialiari: il presidente Massimo Arlecchino e Felice Costini, vicesegretario nazionale. Vannacci assicura: quella che nasce con questa intesa “è un battaglia della destra pura e orgogliosa, capace di segnare una propria strada”. “Oggi la nostra è una scelta virtuosa e rara, cioè quella di spogliarci del nostro vestito e indossarne uno più ampio mantenendo la nostra essenza. Per questo stiamo rinunciando a qualcosa, a partire da un simbolo, e oggi con il generale iniziamo una battaglia comune e lo facciamo con entusiasmo", gli fa eco proprio Arlecchino, mentre Vannacci gli consegna la spilletta dei futuristi.











