«Ferrovie, ponti e strade. Costruire il domani», è stato il convegno organizzato ieri da Il Giornale e Moneta e moderato dal direttore del quotidiano, Tommaso Cerno, tenutosi alla Fondazione Feltrinelli di Milano. Il tema centrale dell’evento, è stato il ruolo che le infrastrutture stanno assumendo in un contesto globale segnato da incertezza e trasformazioni profonde. Infatti ponti, strade e ferrovie non sono solamente opere ingegneristiche, ma strumenti attraverso cui si disegna il futuro dei territori e delle comunità, con un impatto concreto sullo sviluppo, sulla coesione sociale e sulle scelte politiche che determinano chi viene connesso e chi rischia di restare indietro. «Dobbiamo sconfiggere quella mentalità per cui siccome in Italia c’è troppa burocrazia e c’è la malavita organizzata è meglio non fare niente. Per me è l’esatto contrario. Penso che le grandi e le piccole opere, oltre alle infrastrutture, sono il più grande piano antimafia. Dove si portano lavoro, ricchezza, giovani e sviluppo è più difficile per le mafie trovare manodopera». Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha aperto il suo intervento al convegno. Attilio Fontana, il presidente di Regione Lombardia, ha poi sottolineato come «questa Regione è la più importante: è il motore dell’Italia e dell'Europa e non solo geograficamente è all’interno di passaggi obbligati». Motivo per cui la Lombardia «guarda con interesse ed attenzione alle sfide del futuro: i lombardi non hanno paura di affrontare le difficoltà che il futuro appare mettere in campo».