Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Quindici parlamentari dell'Ecr scrivono alla Metsola e contestano l'assunzione

Gli assistenti parlamentari sono tutti uguali ma alcuni sono più uguali degli altri. Può essere il caso di Ivan Bonnin, accreditato con l'europarlamentare di Avs Ilaria Salis. E presente, a sua volta, durante l'arcinoto controllo in albergo di Roma, quello partito per una segnalazione alla banca dati di Schengen. Condannato per alcuni scontri del 2015 all'università di Bologna, Bonnin suscita interrogativi nell'Europarlamento. Tanto che l'Ecr, con una lettera a prima firma Stefano Cavedagna, interpella la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Nella missiva, quindici parlamentari italiani di Fdi, premettono due elementi: il precedente penale di Bonnin e le ricostruzioni sul legame sentimentale con la Salis. Poi la domanda su «come sia stato possibile procedere all'assunzione in presenza di una condanna definitiva per violenza politica». A seguire, quelle riguardanti il rispetto delle procedure di verifica, sulla consegna effettiva del casellario giudiziale, sulle eventuali carenze dei controlli e sulle anomalie «nella documentazione presentata». Infine il quesito più gravoso: quello sulla correttezza del contratto tra Ilaria Salis e il suo assistente. Gli europarlamentari di Fdi chiedono se l'accordo rispetti i requisiti dell'articolo 13, quello che vieta di poter assumere un «partner stabile». È un punto decisivo di questa vicenda. Almeno tanto quanto il rispetto del parametro di «moralità», che deve riguardare ogni assistente parlamentare. Il capo-delegazione Carlo Fidanza attacca via social: «La paladina delle cause perse farà giustizia di questo inaccettabile e sinistro familismo?».