“Design is one” era il motto di Lella e Massimo Vignelli, progettisti totali che in 60 anni di vita e lavoro comune hanno dato forma ad arredi, interni, mappe della metropolitana di New York, cartelli di “Roma Termini”... Fino all’immagine di Ford, Benetton e American Airlines. Ora una grande mostra alla Triennale di Milano celebra i due eroi della grafica internazionale, osannati negli Usa e a lungo dimenticati in patria

di Francesca Molteni

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I Vignelli arrivano a Milano ed è già una grande notizia. Dopo quasi mezzo secolo dall’unica mostra che la città abbia mai dedicato loro (nel 1980, al Pac, Lella e Massimo Vignelli Designers), a 10 anni dalla scomparsa di Lella e a 12 da quella di Massimo, riecco i due ambasciatori del design europeo negli Usa. E forse nel mondo, vista l’importanza che aveva allora affermarsi negli Stati Uniti. Dal 25 marzo al 6 settembre alla Triennale, una grande retrospettiva racconta il contributo decisivo dei due progettisti allo sviluppo del progetto e della grafica internazionale. La mostra si intitola Lella e Massimo Vignelli. A Language of aClarity, a cura di Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut, Martin Kerschbaumer e Thomas Kronbichler, allestimento firmato da Jasper Morrison con David Saik. Come se nel loro nome, e nel linguaggio della chiarezza, fosse già contenuto tutto, sintesi che da sola significa la sterminata produzione di oggetti, arredi, interni, disegni, modelli, bozzetti, fotografie, manuali, marchi, libri, copertine, riviste, loghi, disegnati nei 60 anni di vita e lavoro comune.