Cosa è, e perché, progettare in un mondo che sembra già saturo?
Immersi nel consumo rapido e nell’estetica digitale, la risposta potremmo trovarla al Vitra Design Museum con la mostra Hella Jongerius: Whispering Things, la più grande e completa retrospettiva mai dedicata alla designer olandese (fino al 6 settembre 2026, a Weil am Rhein, in Germania). Il museo ha infatti acquisito nel 2024 l’imponente archivio di Jongerius, con opere che vanno dai suoi esordi nel gruppo d’avanguardia olandese Droog Design negli anni Novanta ai pezzi molto personali degli ultimi tempi, fra arte e design, attraverso gli anni 2000 con prodotti e tessuti di grande successo, la mostra è stata una vera e propria impresa per i curatori, Glenn Adamson e Marcella Hanika.
Coloured Vases, Series 3, 2010. I vasi fanno da tela a sperimentazioni con nuovi e antichi pigmenti (Vitra Design Museum, foto Andreas Sütterlin)
«La sfida più grande, strano a dirsi, è l’enorme mole dell’archivio del lavoro di Jongerius conservato dal Vitra Design Museum», spiega Glenn Adamson, «Copre infatti l’intera carriera della designer in modo approfondito, non solo con i prodotti finali, ma anche con studi, prototipi ed esperimenti, oltre alla documentazione. Per noi curatori è stata ovviamente una situazione meravigliosa sotto molti aspetti, ma ha anche richiesto ricerche approfondite e scelte difficili. E siamo fiduciosi che questo patrimonio sarà una risorsa per altri per molti anni a venire».







