Sono cinque le sostanze più promettenti per esplorare la nostra mente e tirarne fuori universi paralleli. Il termine “psichedelico”, coniato nel 1956 dallo psichiatra Humphry Osmond in un carteggio con Aldous Huxley – autore di 'Le porte della percezione' - indica questo: una manifestazione della mente, una rivelazione della coscienza. Gli psichedelici, c'è da premettere, non sono tutti uguali. Esistono molecole naturali (come psilocibina e Dmt) e altre sintetiche o semi-sintetiche (come Lsd e Mdma). Quelli classici come psilocibina, Lsd e Dmt mostrano un rischio di abuso e dipendenza molto basso. L’Mdma ha invece un profilo farmacologico diverso, pur avendo effetti di “apertura” sulla mente.
Funghi allucinogeni contro la depressione: cosa dice la scienza
31 Marzo 2026
1.Psilocibina
Uno dei principali composti psicoattivi dei funghi allucinogeni, è stata isolata e sintetizzata nel 1958 dal chimico svizzero Albert Hofmann e poi studiata per gli effetti su percezione e processi emotivi. Le ricerche si arrestano negli anni 70 (e per tre decenni) a causa delle nuove normative sugli psichedelici. Oggi è esaminata in relazione a depressione resistente, ansia associata a malattia grave, dipendenze. La somministrazione avviene in setting clinici strutturati con accompagnamento terapeutico. Sono stati pubblicati studi di fase II e III che dimostrano miglioramenti significativi nei sintomi della depressione resistente.






