CASTELGUGLIELMO - Il dolore si muove in silenzio, dentro una casa dove le parole fanno fatica a uscire. «Ho due figlie – racconta Guo Rui Chen, il padre di Chen Yan – questa che vede ora, Jin Jin, è espansiva, aperta, parla con tutti. L’altra era diversa, molto introversa, chiusa anche dentro casa. Non riuscivamo sempre a capire cosa pensasse». Nella frazione di Presciane, dove si è consumata la tragedia di sabato con la morte della 39enne e del suo piccolo di appena 15 mesi, resta una famiglia distrutta. Chen Yan, disoccupata, viveva una situazione personale complessa: il marito c’è, ma lavora a Vicenza e da tempo i contatti erano sporadici, quasi assenti. Una quotidianità fatta di solitudine, che però non aveva mai lasciato presagire un epilogo così drammatico.

Accanto ai genitori, arrivata da Varese poche ore dopo la notizia, c’è la sorella Jin Jin. Ha vissuto a lungo a Castelguglielmo, qui è cresciuta, ha frequentato le scuole e giocato a pallavolo. Oggi vive lontano, con il marito italiano e il figlio, ma sabato ha lasciato tutto per tornare. «Non ci aspettavamo nulla del genere», ripetono, insieme ai genitori, senza trovare spiegazioni.

Il padre lavora nei campi a Lusia. Un lavoro duro, quotidiano, che ora si intreccia con un dolore che non lascia spazio ad altro. Con la moglie chiede solo rispetto e silenzio. Nessuna esposizione, nessuna parola in più del necessario. Il peso di quanto accaduto è già troppo grande.