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Quindi, oggi…: il decreto sui social, il caso Ilaria Salis e lo sdegno per il cardinale

- Il cosiddetto ddl Social punta a regolare l’utilizzo dei social network nei ragazzini sotto una certa età. “La sicurezza dei nostri giovani e la loro salute deve venire prima della privacy”, dice il ministro Valditara. Allora, io sono d’accordo con voi sul rischio potenziale dei social. Però, dico però, pensate che i film violenti non siano pericolosi allo stesso modo? E le serie tv stracariche di scene di ammazzamenti vari? Certo: impediamo ai minori di 14 anni di andare a vedere certe pellicole al cinema, però su tutto quello che va in tv o sulle piattaforme, fatto salvo l’orario, ci affidiamo al buon cuore delle famiglie. Ecco. Allora forse il vero problema non è tanto o non solo la pericolosità intrinseca dei social, ma il fatto che le famiglie non siano in grado di vietarli ai loro figli prima di una certa età. E quindi ci aspettiamo che sia Mamma Stato a imporre un divieto che invece dovrebbero essere gli adulti a delimitare.