BEIRUT. Il fuoco incrociato tra l'esercito israeliano e i miliziani di Hezbollah trova nel mezzo la missione Unifil in Libano, dove in meno di 24 ore tre caschi blu indonesiani sono rimasti uccisi. Un prezzo di sangue che riaccende i timori per il contingente italiano nella forza Onu, e getta benzina sul fuoco delle tensioni del fronte nord della guerra, mentre Israele non accenna a diminuire la sua offensiva, continuando a bombardare i sobborghi di Beirut e allargandosi nel Libano meridionale, trovando la risposta violenta dei combattenti del Partito di Dio. "Un peacekeeper è stato tragicamente ucciso domenica sera, quando un proiettile è esploso in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr", ha scritto la missione Onu in un comunicato. La città, vicino al confine meridionale del Libano con Israele, dove l'Idf combatte contro i miliziani di Hezbollah da quasi un mese.

Un altro casco blu è rimasto ferito nello stesso attacco, del quale l'Unifil non conosce il responsabile, tra esercito israeliano e combattenti libanesi. Solo poche ore dopo, fonti informate - poi confermate dalla missione Onu - hanno riferito di altri due uccisi tra le file dei peacekeeper indonesiani: a ucciderli un'esplosione sconosciuta che ha distrutto il loro veicolo, ha spiegato Unifil, avvenuta lunedì mattina nei pressi di Bani Hayyan. Nell'episodio - sul quale è stata aperta un'inchiesta - "un terzo peacekeeper è rimasto gravemente ferito e un quarto ha riportato lesioni". La morte dei tre caschi blu ha trovato l'immediata condanna del governo indonesiano e del segretario dell'Onu Antonio Guterres, che ha "esortato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e a garantire, in ogni momento, la sicurezza e l'incolumità del personale e dei beni delle Nazioni Unite". Da parte sua, Unifil ha ricordato che "gli attacchi deliberati contro i peacekeeper costituiscono gravi violazioni" e "possono costituire crimini di guerra". I costanti moniti dell'Unifil restano chiaramente inascoltati. Dall'inizio della nuova offensiva israeliana sul Libano - che di fatto è stata solo una rottura del cessate il fuoco - l'Unifil ha più volte riferito che le sue posizioni sono state colpite. Il 7 marzo, tre soldati ghanesi sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco.