Non solo yacht, moda o trasporti, anche l’immobiliare italiano è indubbiamente una delle cassaforti degli investitori del Golfo. Dal cuore finanziario di Milano alla Costa Smeralda in Sardegna fino alle città d’arte, i fondi sovrani di Qatar, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati hanno accumulato immobili in diverse aree geografiche della Penisola e presidiano parte di alcuni poli principali. «Gli investimenti effettuati in Italia dai fondi sovrani mediorientali nell’ultimo decennio si inseriscono in una strategia di diversificazione e con un’ottica di lungo periodo», spiega in prima battuta Angela D’Amico, partner e real estate sector leader di Deloitte Italia. Non si tratta di operazioni speculative “mordi e fuggi”, ma di una pianificazione che vede nell’Italia un porto sicuro.

Mentre crescono le voci su una collaborazione tra il fondo emiratino Mubadala, il Governo e Cdp per il piano casa, il Qatar rimane il protagonista indiscusso della scena degli investimenti degli ultimi anni. Attraverso la Qatar Investment Authority (Qia) e la sua sussidiaria Katara Hospitality, l’emirato ha un bottino che spazia dagli uffici direzionali all’hôtellerie di altissimo profilo. L’operazione simbolo resta l’acquisizione totale, nel 2015, del progetto Porta Nuova a Milano. Un investimento da oltre 2 miliardi di euro su 25 edifici che ha consegnato ai qatarioti l’area direzionale più avveniristica d’Italia, oggi primo quartiere al mondo a ricevere la doppia certificazione Leed e Well per la sostenibilità.