Don Luigi Ciotti non ha mai voluto commentare prima. Ma subito dopo aver ricevuto il Sigillo civico dalla Città di Torino ha lasciato cadere parole come pietre sul vetro a proposito di Andrea Delmastro: lente, precise, cariche di dolore trattenuto. Il caso dell’ex sottosegretario di Fratelli d’Italia, biellese, travolto dalla vicenda della Bisteccheria aperta con la figlia diciottenne di un uomo vicino al clan Senese, lo ha toccato. “Tutto ciò mi crea sofferenza, tanta sofferenza, per la democrazia del Paese”, dice. E aggiunge: "Diventa doloroso vedere come, a volte, si calpesta la dignità, la libertà, la chiarezza, la trasparenza”. Poi l’invito alla responsabilità: alle istituzioni, certo, ma anche a ciascuno di noi. "Ci sono troppi cittadini a intermittenza: bisogna essere più attenti”.
Tra i velluti della Sala Rossa c’è il pubblico delle grandi occasioni. Le sedie sono tutte occupate. C’è il sindaco Stefano Lo Russo, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, gli assessori e i consiglieri di ogni colore politico. Ci sono il prefetto Donato Cafagna, la procuratrice Lucia Musti, il presidente dell’Unione Industriali Marco Gay, il parlamentare Dem Andrea Giorgis. La citta si stringe attorno al suo don, a chi ha fatto della solidarietà una forma di resistenza.






