Amazon viola il contratto collettivo, in relazione all'orario di lavoro dei dipendenti notturni. Lo ha ribadito la Corte d’appello di Torino, a conferma di quanto già stabilito dal Tribunale in primo grado. Una sentenza, esulta Francesco Imburgia, segretario regionale Filt Cgil Piemonte, «destinata a fare scuola nel settore della logistica, che segna una svolta nella tutela dei diritti dei lavoratori».

Il punto: la pausa retribuita

La vicenda - destinata a diventare una causa pilota - riguardava un lavoratore di Amazon Trasport, impiegato nel sito di Grugliasco. L’uomo svolge principalmente turni notturni: dalle 23 alle 7 per quattro giorni la settimana, dalle 23 alle 6 per un altro giorno. Al centro della controversia, l’interpretazione dell’articolo 9 del Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro), relativo proprio all’orario di lavoro notturno. Amazon sosteneva che la riduzione di 15 minuti, prevista per i turni notturni, non fosse dovuta ai lavoratori già beneficiari della pausa retribuita di 30 minuti: «E’ logico pensare che le due riduzioni di orario non possano sommarsi, altrimenti si arriverebbe all’assurda conseguenza che un orario a tempo pieno di otto ore venga ridotto di ben 45 minuti al giorno, per una riduzione oraria di 3.75 ore alla settimana e di 15 ore al mese».