Tutto fa brodo per la sinistra quando c'è da attaccare il governo Meloni. Anche il caso del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, a cui non è stato permesso di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Uno stop che Israele ha motivato con ragioni di sicurezza e che non ha lasciato indifferente il resto del mondo. In Italia, la premier Giorgia Meloni ha subito espresso vicinanza al cardinale: "Il Governo italiano esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".

Nonostante questo, a sinistra si è trovato comunque il modo per mettere Meloni e governo nel mirino. Il primo è stato Angelo Bonelli di Avs. "Quanta ipocrisia nelle numerose dichiarazioni indignate della destra italiana, da Meloni a Tajani, sul divieto posto dalla polizia israeliana al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo di recarsi al Santo Sepolcro per celebrare la messa della Domenica delle Palme - ha dichiarato in una nota -. Fino ad oggi il governo Meloni è stato il migliore alleato di Israele e ha consentito, senza condannarle, le violazioni del diritto internazionale da parte del governo criminale di Netanyahu, che ha commesso un genocidio contro il popolo palestinese, oltre alla distruzione pianificata di ospedali, scuole, campi profughi e all'occupazione violenta dei territori palestinesi della Cisgiordania. Quello che è accaduto al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo, a cui va la mia vicinanza anche come credente, è conseguenza del clima politico di impunità con cui si muove il governo di Netanyahu, al quale è consentito fare tutto. Ora il governo Meloni protesta, ma domani tornerà tutto esattamente come prima, ovvero con l'esercito e la polizia che spareranno su donne e bambini e bombarderanno i campi profughi, perché ospedali e scuole li hanno già distrutti".