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Tra costi miliardari, crescente vulnerabilità e ritardi nei programmi di sostituzione, gli Awacs restano il fulcro invisibile delle operazioni aeree occidentali, indispensabili per coordinare guerre sempre più complesse

Negli equilibri militari attuali, dominati da droni, missili ipersonici e guerra elettronica, esiste ancora un pilastro operativo che affonda le sue radici nella Guerra Fredda: il Boeing E-3 Sentry. Considerato per decenni un simbolo della superiorità tecnologica americana, oggi questo aereo radar è tornato al centro del dibattito internazionale. Venerdì l’Iran ha condotto un attacco combinato con missili e droni contro la Prince Sultan Air Base, uno dei principali hub operativi statunitensi nel Golfo.

Questi velivoli sono chiamati anche “Awacs”, dall’acronimo inglese Airborne Warning and Control System, cioè “sistema aerotrasportato di allerta e controllo”. Il nome non indica solo l’aereo, ma l’intero sistema: velivolo, radar e personale che lavora a bordo. Con il tempo, però, “Awacs” è diventato un modo comune per riferirsi direttamente a piattaforme come il Boeing E-3 Sentry. In sostanza, vengono chiamati così perché non si limitano a “vedere” i nemici: li individuano in anticipo e dirigono tutta la battaglia aerea.