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Ultimo aggiornamento: 12:49

“Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”. È l’appello lanciato dal Papa per l’omelia della domenica delle Palme. “Guardando” a Gesù “che è stato crocifisso per noi, vediamo i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra“, ha detto nel corso della funzione in piazza San Pietro.

Leone ha affidato “questo grido” dell’umanità a Maria che “piange anche ai piedi dei crocifissi di oggi” cone le parole di don Tonino Bello, “Maria, donaci la certezza che, nonostante tutto”, “le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primaverà”.

Gesù “non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità”, ha detto celebrando la Passione di Cristo. “Questo è il nostro Dio”, ha rimarcato, “un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo, ‘Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue'”.