Mentre Angelo Bonelli stappa lo champagne («straordinaria manifestazione, un’altra Italia è possibile» gongola), perle strade di Roma sfila il corteo del movimento “No Kings” contro tutte le guerre. Antagonismo puro. E anche violento, ça va sans dire. Anche perché, sebbene di scontri non ce ne siano stati, gli attacchi scomposti al governo e al centrodestra non sono certo mancati. A cominciare dalle foto della premier Giorgia Meloni, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Giustizia Carlo Nordio esposte a testa in giù nei pressi di Santa Maria Maggiore. Alla loro destra una ghigliottina di legno.
È la marcia della “generazione Gaza”, e cioè di quei quei giovani che si sono mobilitati fin dal 2023 per protestare contro la guerra in Palestina (e per condannare unilateralmente Israele) e sui quali prova a fare leva la sinistra istituzionale, Cgil in testa, per disarcionare il governo di centrodestra. Insomma, il disegno politico è quello di costruire un asse con il movimentismo all’indomani della vittoria del No al referendum e rafforzare così l’opposizione.
«Giorgia Meloni devi andartene, vattene» scandiscono i manifestanti dal camion che precede la folla. Tra di loro c’è pure chi sventola una bandiera di Israele “insanguinata” e con una svastica disegnata sulla stella di David. Non solo. Perché lo spettacolo che è andato in scena ieri pomeriggio per le strade della Capitale non si limita a questo. Spunta pure uno striscione a favore di Alfredo Cospito, l’anarchico che si trova in carcere con due condanne (una per aver gambizzato un manager dell’Ansaldo e un’altra per un attentato contro una scuola allievi carabinieri). «Contro il 41bis lo Stato tortura, Alfredo libero, 18 aprile manifestazione» recita lo striscione. «Se viviamo è per far saltare la testa dei re, con Sara e Sandro» si legge su un altro striscione in riferimento alla morte di due militanti anarchici in un casolare di Roma qualche giorno fa.







