Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Jurij Mal'cev era nato dissidente il 19 luglio 1932 nella città di Rostvo sul Don, Russia meridionale. Da piccolo non poteva tollerare le bugie, e questo odio per la falsità lo condusse molto presto a mettere in discussione la propaganda sovietica. Mal'cev aveva la passione per la lingua italiana. A Leningrado, dove aveva studiato filologia, aveva trovato lavoro nell'editoria. Tradusse Alberto Moravia, Eduardo De Filippo, Cesare Zavattini. I primi incidenti con le autorità risalgono all'inizio degli anni Sessanta. Mal'cev vuole visitare l'Europa ma non ottiene il passaporto. Nel 1964, lancia il guanto di sfida, una lettera provocatoria nella quale chiede di essere "rilasciato" dal carcere noto come Unione sovietica. Mentre attende la giusta occasione, entra in contatto con gli scrittori dissidenti e diventa un formidabile collettore di manoscritti del samizdat da inviare in Occidente. Il samizdat è la letteratura illegale, l'unica libera, trascritta a mano e affidata ai lettori, sperando di non essere traditi e di trovare almeno una certa diffusione.






