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Giulio Passerini racconta le più feroci inimicizie letterarie da Dostoevskij a oggi
Il letterato cinese Liang Shiqiu sosteneva che l'insulto andrebbe inserito tra le arti marziali, proprio come il judo e il karate. E come tutte le altre arti marziali ha le sue regole e le sue tecniche. Per usare le parole di questo dotto orientale: "L'arte dell'insulto richiede un alto livello di risolutezza e di profonda abilità mentale; non significa che ognuno possa fare ciò che gli pare e persino parlare in modo sventato". Va da sé che in cotesto ring di combattimento gli scrittori dovrebbero essere dei veri e propri pesi massimi. E infatti dalla garbata polemica letteraria alla rissa verbale, magari anche con aggiunta di sberloni o di tradizionale duello il passo è breve. Per accorgersene niente di meglio del piccolo e brillante saggio di Giulio Passerini: Inimicizie letterarie (Italo Svevo editore, pagg. 140, euro 16).
Un librino elegantissimo, di quelli in cui bisogna lavorare di lama per aprire le pagine ancora in cartoccio tipografico, dentro il quale è racchiusa ogni nequizia ma scritta con grandissima classe. Una vera giardiniera di aggressioni letterarie messe in conserva sott'odio.






