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Si chiama così l'accoppiata Indian Wells-Miami. Il salto di qualità di Jannik è realtà
"Hai giocato bene", "Già, ma non è abbastanza". Detto così, in tedesco, tra due che si conoscono ormai troppo bene. Il sorriso rassegnato di Zverev nell'abbraccio a rete è l'immagine di quanto Sinner sia stato ingiocabile in queste settimane americane. Il Sunshine Double è alle porte, manca solo la finale di oggi a Miami contro il ceco Lehecka (ore 21 su Sky), ed anche se l'italiano resta in guardia ("questo campo è adatto a lui"), la parola buona - si fa per dire - la mette Goran Ivanisevic, vincitore di Wimbledon nel 2001 ma soprattutto ex coach di Novak Djokovic: "Alcaraz è sicuramente più versatile di Jannik, ma lui ti divora come uno squalo. In questo è come Nole". E d'altronde si riparla di numero uno al mondo, che secondo gli ultimi calcoli potrebbe arrivare già a Monte Carlo, anche se lì sarà terra rossa e si dovrà vedere come ha recuperato Carlos dalle sue vacanze spagnole, tanto reclamate con un urlo al suo angolo durante il match perso contro Korda: "Voglio andare a casa!". E qui sta il punto: lo spagnolo senza amici e discoteca non sa stare, Sinner invece ha passato tutto questo periodo ad allenarsi ancor più duramente. Per confermare il fatto che dopo le sconfitte più brucianti, come quelle contro Djokovic in Australia, sa tornare ancora più forte.






