La meningite torna al centro dell’attenzione dopo le recenti notizie provenienti dal Regno Unito. Si tratta di una malattia che, seppur rara, continua a destare preoccupazione per la sua rapidità di evoluzione e la potenziale gravità. La meningite è un’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, chiamate meningi. Può essere causata da virus, batteri o, più raramente, da funghi. Le forme virali sono generalmente meno gravi, mentre quelle batteriche , in particolare da meningococco , possono evolvere rapidamente e mettere in pericolo la vita del paziente nel giro di poche ore.

La malattia si manifesta spesso in modo improvviso. I sintomi principali includono febbre alta, forte mal di testa e rigidità del collo, segni tipici che devono far sospettare immediatamente la meningite. A questi si possono aggiungere nausea, vomito, sensibilità alla luce, stato confusionale e, nei casi più gravi, convulsioni. Nei bambini piccoli, i segnali possono essere meno evidenti e includere irritabilità o sonnolenza anomala. La rapidità di intervento è fondamentale: una diagnosi precoce può fare la differenza tra guarigione e complicazioni gravi. In Italia la meningite è sotto controllo. Ogni anno si registrano circa un migliaio di casi, con un’incidenza relativamente bassa rispetto alla popolazione.