Primo della classe in campionato, con il seggio nei playoff già assicurato, e i galloni da campione d’Italia in carica: non sono bastati questi segni particolari e distintivi per evitare a Dusko Ivanovic, dopo 478 giorni insieme, il licenziamento anticipato dalla Virtus Bologna. D'altronde, nella stagione degli esoneri in corsa dei patriarchi della panchina over 60 in Eurolega, dopo i due casi Zelimir Obradovic (dal Partizan Belgrado) e Ettore Messina (dall’Olimpia Milano, ma rimasto come presidente delle operazioni cestistiche), non poteva non esserci il terzo. Al timone della Bologna bianconera, per le quattro poche partite mancanti in Eurolega e per la volata finale per il tricolore, si accomoderà l’ex vice Nenad Jakovljevic, portato in Virtus da Luca Banchi e assistito al comando dai collaboratori Daniele Parente e Cristian Fedrigo: occasione per il serbo 37enne, giunto vent’anni fa in Italia a Trento per fare lo studente, per giocarsi il contratto da primo anche per la prossima stagione. Si vedrà a partire dall’esordio europeo di martedì contro Parigi.
Il passato recente, però, non può essere dimenticato. Anche perché non era affatto preventivato, nonostante i ricorrenti spifferi già dalla precedente stagione scudettata di umori non proprio concilianti tra una parte dello spogliatoio e Ivanovic, l'esonero immediato. Il tecnico montenegrino salta per un diverbio acceso con Carsten Edwards, la stella della Virtus, nell’intervallo dello scivolone di giovedì sera con Milano: Ivanovic voleva lasciare il giocatore negli spogliatoi e di fatto, non potendo compiere la sua volontà, lo confina in panchina. L’ex Bayern, dipendente giocatore più pagato dal patron Zanetti, non scende in campo nella ripresa, dopo un’apparizione complessiva di neanche 10’ nel primo tempo. Bubbone scoppiato pubblicamente, successivo anche alle dichiarazioni/accuse di «una squadra non vincente» rifilate alla truppa dopo il ko di campionato con Reggio Emilia. E non più ricomponibile: da qui la scelta societaria, dopo un tiepido incontro per il rinnovo di contratto successivo all’eliminazione in semifinale di Coppa Italia, di tagliare subito il cordone ombelicale con l’allenatore del 17esimo scudetto virtussino.







