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Le Paladino sono al crac per il Plaza. Il padre Cesare salvato dalla condanna grazie al genero ex premier
D ebiti col Comune, con il fisco, con i fornitori, con i dipendenti. Sullo sfondo una famiglia spaccata in due: e a condire il tutto, una condanna penale cancellata grazie a una legge provvidenziale. È la saga del Grand Hotel Plaza, affacciato a Roma su via del Corso, dietro la quale si muove - bionda, snella, affascinante -la comproprietaria Olivia Paladino (nella foto), compagna dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La lunga saga del Plaza sembra arrivata ora alla fine: si chiude, si vende, forse all'immancabile fondo americano. Le chiavi della società dei Paladino - lady Conte, sua sorella Cristiana - passano in mano ai liquidatori. Saranno loro adesso a capire se nelle scatole cinesi in cui era custodito il controllo dell'albergo tutto sia funzionato a dovere anche nella fase finale della saga, quando il peso dei debiti ha iniziato a farsi insostenibile. Se i liquidatori non riuscissero a soddisfare tutti i creditori interverrebbe il tribunale, con una liquidazione giudiziaria: e a quel punto la situazione per le Paladino si farebbe delicata.






