Oltre venticinquemila persone secondo le prime stime non ufficiali. Fino a trecentomila secondo gli organizzatori. Numeri comunque oltre le aspettative quelli che si sono registrati al corteo "No Kings Italy" che ha invaso nelle ultime ore le strade di Roma.A Roma il corteo "contro i re e le loro guerre" Una mobilitazione "contro i re e loro guerre" che si è svolta in contemporanea anche in altri Paesi come Stati Uniti e Inghilterra e che è stata presentata dagli organizzatori come "una grande marcia popolare" per dire "no all'autoritarismo, alla guerra, al riarmo, al genocidio e no alla repressione". Il corteo, a cui hanno aderito oltre 700 tra collettivi, associazioni e realtà sociali, è partito nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica, ha attraversato parte del centro della Capitale fino a raggiungere piazza di Porta San Giovanni, per poi proseguire - dopo una modifica del percorso - fino a piazzale del Verano. Nonostante i timori della vigilia, legati anche al possibile afflusso di frange antagoniste, la giornata si è svolta senza criticità sul fronte dell'ordine pubblico, in un clima complessivamente disteso. Il presidio delle forze dell'ordine Determinante il dispositivo di sicurezza predisposto: circa mille tra uomini e donne delle forze dell'ordine, appartenenti a polizia di stato, carabinieri e guardia di finanza, affiancati dalla polizia locale di Roma Capitale. Gli agenti, dislocati lungo l'intero itinerario e nei punti più sensibili del centro cittadino, hanno presidiato le aree strategiche prevenendo eventuali disordini in una giornata classificata ad alto rischio. Particolare attenzione è stata riservata alla possibile presenza di gruppi anarchici e antagonisti, monitorati dopo l'esplosione dall'ordigno, nel casale del parco degli Acquedotti a Roma, dove hanno perso la vita Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano.I "simboli" della manifestazione Tra i simboli della manifestazione, un grande missile in legno decorato con fiori e bandiere della pace, accompagnato da immagini dei conflitti in Medio Oriente. Numerosi i cartelli e gli striscioni, tra cui messaggi contro la guerra e richiami a temi politici e sociali. Critiche anche nei confronti del governo. Presenti anche bandiere palestinesi e slogan che inneggiavano alla messa in libertà dell'anarchico Alfredo Cospito.Due in particolare i fatti che hanno sollevato polemiche nel corso della giornata.Cartelli con Meloni, La Russa e Nordio a testa in giù Il primo durante il corteo con la presenza di alcuni manifestanti che hanno esposto le immagini della premier Giorgia Meloni, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Giustizia Carlo Nordio a testa in giù con accanto una ghigliottina. Per il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo "uno spettacolo degradante e indegno. Un'esplicita ostentazione di odio e un richiamo gravissimo alla violenza".Ilaria Salis controllata in hotel Il secondo riguarda invece l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis che poche ore prima dell'inizio della manifestazione è stata raggiunta in albergo dagli agenti della polizia per un accertamento, eseguito dopo un alert giunto su indicazione della Germania. Ad annunciare quanto accaduto sono stati i leader di Avs.
No Kings Italy, il corteo a Roma "contro i re e le loro guerre" | Gli organizzatori: "Siamo 300mila"
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