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28 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:02
In Europa si stima che tra il 10% e il 20% degli studenti viva in condizioni di forte precarietà abitativa, senza un alloggio stabile. Oltre la metà spende più del 40% del proprio reddito per l’affitto. Parallelamente, il mercato degli studentati privati è diventato uno dei segmenti più redditizi dell’immobiliare europeo: secondo le stime più recenti vale tra i 250 e i 300 miliardi di euro e attira ogni anno investimenti tra gli 8 e i 12 miliardi. L’Italia non fa eccezione. A Milano il Villaggio Olimpico realizzato da Coima per le Olimpiadi invernali, destinato a diventare il più grande studentato convenzionato del Paese con circa 1.700 posti letto, era stato presentato come un caso virtuoso di collaborazione pubblico-privato. Ma con una tariffa media prevista di circa 864 euro al mese, per quanto inferiore alla media di mercato, è tutt’altro che un esempio di accessibilità.
Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato l’European Affordable Housing Plan, il primo piano comunitario sulla crisi abitativa. I prezzi delle case sono aumentati di oltre il 60% e gli affitti di circa il 20%, colpendo soprattutto giovani e studenti. Per la Commissione, il problema non è solo la scarsità di alloggi, ma anche il peggioramento del rapporto tra costi della casa e reddito, che per gli studenti incide direttamente sull’accesso all’università. “È una novità che l’Europa si stia interessando a questi temi, finora lasciati alle competenze nazionali”, osserva Loris Servillo, urbanista e direttore del centro di ricerca FULL. Per Servillo, il nodo si inserisce in una trasformazione più ampia delle città: accanto ai residenti stabili crescono i cosiddetti city users: studenti, turisti, lavoratori temporanei, nomadi digitali. E aumenta così la competizione per l’accesso alla casa.






