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"A Bergamo il mio gol più importante". Niente Europei con Mancini e Spalletti, è diventato perno della Nazionale
Una delle immagini più nitide della felice notte azzurra di Bergamo è quell'invenzione dal limite dell'area che ha "stappato" la partita a favore dell'Italia: Sandro Tonali arpiona il pallone vagante, prende la mira e dosa la forza per spedirla in rete. Un destro di controbalzo che provoca il boato liberatorio della New Balance Arena e scaccia in un attimo i demoni del passato che iniziavano a riaffacciarsi pericolosamente. "Il mio gol, il più importante della mia carriera, è stata la svolta, eravamo troppo tesi", così il centrocampista. Che poi ha inventato anche l'assist per Kean, suo compagno anche nelle nazionali giovanili.
"Ha dimostrato di essere l'uomo delle grandi occasioni", la celebrazione dei giornali d'Oltremanica dove Tonali ha deciso di giocare approdando al Newcastle dopo aver lasciato il Milan quasi tre anni fa. L'unico elogio arrivato agli azzurri dal Regno Unito per la vittoria nello spareggio contro l'Irlanda del Nord. I tabloid hanno definito l'Italia "poco convincente" o addirittura "brutta e interessata a portare a termine il lavoro". "Pensavate che fosse facile?", la frase del ct nell'intervallo della gara. Per 55 minuti gli azzurri avevano deluso e non trovavano la chiave della gara, Tonali compreso. Che però essendo giocatore di qualità, ha tirato fuori dal cilindro la giocata vincente. Così fanno i leader, come il suo ct Gattuso che per Sandro è stato un idolo anche se tutti dicevamo che il ragazzo di Lodi ricordasse più Pirlo. Arrivato in rossonero, Tonali chiese proprio a Gattuso il permesso di indossare la maglia numero 8 che a Bergamo ha fatto brillare ancora una volta.








