"Portaci al Mondiale, portaci al Mondiale".

E' da sette mesi che Gennaro Gattuso se lo sente ripetere, da quando è diventato il ct di una Nazionale che gli ultimi due Mondiali li ha visti in televisione. Ma "quello è il passato", spiega perché l'Italia è ancora in corsa e domani può, e deve, battere l'Irlanda del Nord per giocarsi poi tutto in trasferta settimana prossima.

Ha scelto lui lo stadio di Bergamo per quella che definisce "la partita più importante della mia carriera", da allenatore si intende perché Gattuso un Mondiale l'ha vissuto fino in fondo vincendolo 20 anni fa, ma anche quello è il passato. Il presente è una partita da giocare in casa "con il dente avvelenato" contro una squadra piena di giocatori di seconda e terza serie inglese che tecnicamente non potrebbe competere ma poi basta pensare alla Macedonia del Nord per cancellare ogni voglia di sottovalutare l'avversario.

"Perché l'Irlanda del Nord è arrivata fino a qui? Perché hanno una componente importante, il veleno, ogni palla per loro è l'ultima della loro vita, dobbiamo avere le stesse loro motivazioni, essere pronti e battere colpo su colpo", spiega Gattuso che punta sul "formicolio" che ogni giocatore deve avere prima di una partita del genere perché "se un giocatore arriva a una partita così senza formicolio in pancia, puoi spiegare quello che vuoi... Quando io non l'ho provato più, ho alzato la mano e ho smesso di giocare".