Il ct Rino Gattuso ha diramato l’elenco dei 28 convocati per il doppio- si spera- spareggio che vale un pass per il prossimo Mondiale: si parte giovedì 26 a Bergamo contro l’Irlanda del Nord per poi pregare di dover volare martedì 31 in Galles o in Bosnia. La lista conferma la prevedibilità della Nazionale, chiaramente impostata su un 3-5-2 d’ordinanza, e certifica l’assoluta priorità data al gruppo delle due precedenti convocazioni a discapito delle novità che, soprattutto in partite così “pesanti”, solitamente portano un’utile dose di leggerezza.
La monotonia è spezzata da un’unica scelta che Gattuso ha tenuto nel cassetto fino all’ultimo: Federico Chiesa. Il ct che si pensava non facesse sconti a nessuno, ha deciso di perdonare un giocatore che più volte, per sua stessa ammissione, ha declinato la maglia azzurra. Evidentemente lo ha aspettato, ma è scontato che un trattamento speciale riservato a un giocatore che di speciale ormai non ha più nulla faccia infuriare il Paese dei commissari tecnici. Chiesa, infatti, ha numeri deprimenti nel Liverpool: 31 presenze a referto ma per la miseria di 660 minuti complessivi, una media di 21 minuti a gara, crollati ad appena 12’ nelle ultime tre uscite di Premier League, torneo in cui è partito titolare una sola volta. Ma Gattuso è convinto che proprio questo ritorno discusso possa accendere nel giocatore una fame primordiale. Spera che la rabbia lo sproni a farsi valere, in modo da avere una carta per passare dal 3-5-2 al 4-4-2 in un eventuale disperato assalto finale.










